Intervista ad Andrea Fabbri della società AUTECH


Intervista ad Andrea Fabbri della società AUTHEC

Intervista ad Andrea Fabbri fondatore della società AUTECH, che si occupa della progettazione prodotti elettronici ed elettromeccanici, sia analogici che digitali, per uso industriale.

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 Chi sei?

Mi chiamo Andrea Fabbri, Italiano, nato a Rimini nel 1976 e residente a San Marino dal 2008, anno in cui ho fondato la mia società individuale "AUTECH", acronimo di AUTOMAZIONE E TECNOLOGIA.

 Che cosa fa l'azienda per cui lavori?

La mia azienda si occupa prevalentemente di consulenza, progettazione e sviluppo di hardware, software e soluzioni per automazione industriale.

In particolare si è specializzata nella progettazione e sviluppo di software nel settore delle macchine a controllo numerico (CNC), ideando e realizzando diverse soluzioni di interfaccie software uomo-macchina ed applicativi CAD/CAM, per semplificare e velocizzare l'interazione tra l'uomo e la macchina.

 Di che cosa ti occupi?

In qualità di titolare e unica risorsa della società AUTECH, mi occupo sia della parte amministrativa, quindi della gestione dei clienti, fornitori, della contabilità aziendale eccetera, sia della parte operativa, quindi della progettazione e sviluppo delle soluzioni a stretto contatto con il cliente, della ideazione, progettazione e sviluppo di nuove soluzioni commercializzabili, nonchè del marketing e delle relazioni internazionali.

 Che qualità richiede la tua posizione lavorativa?

Creatività, competenza, esperienza, dinamicità, flessibilità, sono solo alcune delle qualità che mi vengono in mente, e che comunque considero le più importanti.

La mia è una posizione intermedia tra il libero professionista e il manager di impresa, per cui in realtà credo che l'elenco delle qualità richieste dalla mia posizione non possa essere espresso in poche parole. Ovviamente sò di non possederle tutte, ma ci sto lavorando .

 Come mai ti sei interessato a questo settore?

In realtà fin da bambino mi ha sempre incuriosito tutto ciò che era elettronico, automatico, o comunque scientifico. La mia curiosità ad esempio mi ha portato anche ad interessarmi di meccanica o chimica, fisica, ed altre materie scientifiche.

Dovevo fare una scelta, per cui ciò che mi appassionava veramente in quel momento era l'elettronica. Così per la scuola ho scelto questo indirizzo scientifico.

Dopo essermi diplomato con il massimo dei voti (60/60) all'ITIS di Rimini, sono stato subito assunto da una grande realtà industriale della mia zona, che fin dal dopoguerra ha sempre costruito macchinari industriali per la lavorazione del legno.

12 anni di esperienza in questa azienda, in cui mi sono occupato prevalentemente di software (dal PLC, alle interfaccie HMI fino ai post-processor per diversi CAD/CAM) mi hanno permesso di conoscere a fondo un settore che, dal 2008, è diventato una realtà quotidiana come titolare della mia azienda.

 I vostri prodotti vengono venduti di più all'estero o in italia ?

I software sviluppati da AUTECH sono per la quasi totalità venduti a clienti italiani, prevalentemente costruttori di macchine a controllo numerico, ma anche ad importanti produttori di controlli numerici; tuttavia questi clienti non sono gli utilizzatori finali dei prodotti AUTECH, ma operano come rivenditori, ovvero integrano i software sviluppati da AUTECH nei loro prodotti/macchine e li rivendono ai clienti finali (gli utilizzatori delle macchine a controllo numerico).

La maggior parte dei prodotti AUTECH viene di fatto utilizzata all'estero.

 Come state affrontando la crisi economica? che ne pensi di essa?

L'attuale crisi economica è iniziata indicativamente negli anni 2007/2008, ovvero gli stessi anni in cui, abbandonata l'esperienza da dipendente di una grande e stabile realtà multinazionale, mi sono "lanciato" nell'avventura che nel tempo mi ha sempre regalato crescenti soddisfazioni.

Nella mia posizione (non so esattamente se sia la stessa cosa per i miei colleghi, liberi professionisti del mio settore), in realtà, non ho mai attraversato momenti di disoccupazione; o meglio: ho sempre cercato di sfruttare i momenti di minore occupazione da parte dei miei clienti per portare avanti i progetti dei software che, di fatto, oggi sono diventati i prodotti di punta di AUTECH: "HICAM2" ed "HICAM3".

In particolare cosa significa offrire soluzioni personalizzate su misura del cliente?

Una delle attività che considero più importanti nel mio lavoro è quella di analizzare insieme al mio cliente ogni sua particolare esigenza, cercando di trovare soluzioni che possano adattarsi non solo alle specifiche tecniche fornite, ma anche alla realtà economica del cliente stesso; ovvero ritengo importante offrire soluzioni che siano anche economicamente, e non solo tecnicamente, adatte a quelle che possono essere le esigenze in termini di rapporto prezzo/prestazioni nel prodotto ricercato dal mio cliente.

Questa mia particolare attenzione anche all'aspetto economico mi ha portato ad ingegnerizzare in maniera che ritengo intelligente i software AUTECH, in modo tale da ottenere una base applicativa il più aperta possibile ed "orizzontale", modulare e flessibile, che possa essere di volta in volta ampliata e personalizzata in base alle richieste di ogni cliente.

 Spiega le differenze tra automazione e robotica

Automazione e Robotica sono due discipline che a volte, semplificando, vengono erroneamente assimilate; in realtà alla base vi sono due concetti anche abbastanza diversi tra loro, pur essendo due facce della stessa medaglia: la Robotica tende principalmente a sostituire l'uomo nel suo lavoro, mentre l'Automazione è più in generale quella disciplina trasversale a diversi settori, che tende a creare sistemi automatici con lo scopo di semplificare il lavoro dell'uomo, elevandolo ad un livello superiore.

 

 Come svillupate programmi per PLC ?

I programi per PLC vengono sviluppati principalmente utilizzando lo standard di programmazione IEC-61131, ed in particolare preferisco il linguaggio ST (Struttured Text) ove disponibile; a volte però è possibile programmare solo in linguaggio LADDER o, in alcuni casi, solo in linguaggio C.

La mia idea è che il linguaggio ST mi permette di scrivere il codice pensando meglio all'applicazione che devo sviluppare, piuttosto che al modo in cui devo scrivere il codice stesso.

Pensi che il futuro sarà dei robot?se si pensi che creeranno disoccupazione ?

Non solo lo penso, ma sono sicuro che in futuro la diffusione dei robot, e dei sistemi automatici in generale, sarà sempre in crescita.

Ho sentito spesso parlare di disoccupazione dovuta ai robot (o "disoccupazione tecnologica" come teorizzava Keynes nell'85), ed ho sentito molto anche sminuire questa possibilità, sostenendo che la robotica e l'automazione porteranno invece ad una riqualificazione del lavoro dell'uomo.

Personalmente, anche se penso che vi sarà certamente una riqualificazione del lavoro umano, sono abbastanza convinto che la disoccupazione sarà comunque più evidente rispetto all'occupazione riqualificata; il motivo è semplice, e lo percepisco quotidianamente: ogni sistema automatico che l'uomo tende a progettare e realizzare ha come primo, se non spesso unico, obbiettivo quello della riduzione dei costi di uno specifico processo di lavorazione.

La riduzione dei costi si ottiene 1) riducendo gli scarti delle materie prime lavorate e 2) riducendo l'intervento umano.

Mentre per quanto riguarda il primo aspetto si arriverà sempre e comunque ad un limite minimo invalicabile, nel secondo caso temo che non vi siano limiti alla sostituzione di ogni intervento umano con quello di una macchina o di un software.

 Ho notato nel vostro sito alcuni software che vendete, puoi parlarcene?

I software pubblicati sul sito AUTECH (www.autech-sm.com), così come sul canale youtube di AUTECH, sono principalmente quelli denominati "HICAM2" ed "HICAM3".

In entrambi i casi si tratta di software CAM (Computer Aided Manufacturing), che semplificano l'interazione dell'uomo con le macchine industriali a controllo numerico.

L'obbiettivo principale di questi software è quindi quello di fornire all'utente una interfaccia grafica semplice, pulita, ma allo stesso tempo accattivante e completa, che possa guidare nelle operazioni di programmazione e governo altrimenti troppo complesse della macchina.

Il software "HICAM3", in particolare, unisce sistemi di aiuto alla programmazione grafica (CAD o macro predefinite di lavorazione) a strumenti di ottimizzazione dei processi di lavorazione, cosi come sistemi di simulazione 3D realitici dei macchinari "virtualizzati", informando preventivamente l'utente circa eventuali possibili collisioni che potrebbero danneggiare il macchinario reale (il cui costo spesso raggiunge anche diverse centinaia di migliaia di euro).

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